In occasione della missione istituzionale e imprenditoriale in Argentina e Brasile promossa da Confindustria e Ice Agenzia dal 7 all’11 settembre 2026, Marilù Faraone Mennella, componente del Comitato Nazionale Neapolis 2500 e del board della Fondazione Mezzogiorno, vicepresidente del Teatro di San Carlo e dell’Unione Industriali Napoli, firma oggi sul Corriere del Mezzogiorno l’editoriale “Il futuro della città passa dalla cultura”.
L’intervento accompagna la firma, al Teatro Colón di Buenos Aires, dell’accordo quadro di cooperazione internazionale tra la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli e l’Ente Autárquico Teatro Colón. L’intesa rappresenta un’espressione concreta della cultura come fattore abilitante di nuove relazioni istituzionali, economiche e internazionali e si inserisce nel programma Neapolis 2500, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il MAECI ha svolto un ruolo determinante nel trasformare l’anniversario della fondazione di Napoli in un progetto di diplomazia culturale e di proiezione internazionale della città, mettendo in relazione istituzioni culturali, università, imprese e partner internazionali.
È la stessa visione che ispira KYMA – Hub Mediterraneo per l’Industria dei Contenuti, il progetto promosso e realizzato dalla Fondazione Mezzogiorno, nell’ambito del programma Napoli Città Mondo di Neapolis 2500, dedicato all’incontro tra editoria, cinema, audiovisivo, media e innovazione.
Nell’editoriale, Faraone Mennella sottolinea come il patrimonio culturale non rappresenti soltanto un insieme di beni da tutelare e valorizzare, ma una leva strategica attraverso cui Napoli può dialogare con il mondo, promuovere cooperazione, sostenere l’innovazione e rafforzare il proprio posizionamento internazionale.
Neapolis 2500 nasce quindi con un’ambizione che va oltre la celebrazione di una ricorrenza: costruire un sistema di relazioni capace di consolidarsi nel tempo, mettendo in connessione istituzioni culturali, università, imprese, ricerca e società civile. Perché, come si legge nell’articolo, «il potenziale internazionale di una città non dipende soltanto dal patrimonio che possiede, ma dalla capacità di trasformarlo in conoscenza condivisa, collaborazione istituzionale e opportunità di crescita». Non solo
In questa strategia si colloca KYMA, che il 23 e 24 settembre riunirà a Palazzo Reale di Napoli istituzioni, imprese e professionisti provenienti da diversi Paesi. L’obiettivo è promuovere nuove collaborazioni tra cultura e sviluppo economico e valorizzare il Mediterraneo come spazio di dialogo, produzione creativa e innovazione.
Da Buenos Aires a Napoli, dalla musica all’industria dei contenuti, emerge così una visione comune: trasformare il patrimonio culturale in relazioni e le relazioni in nuove opportunità di sviluppo. Nella consapevolezza che «una città attrattiva non è soltanto una città visitata: è una città nella quale sia conveniente vivere, investire, produrre conoscenza e costruire il proprio futuro».
«Napoli – conclude l’imprenditrice – non manca di storia, bellezza, intelligenza o capacità creativa. La sfida è organizzare queste energie in una direzione comune. Perché il futuro di una città non si proclama e non si racconta soltanto: si progetta, si governa e si realizza.»





