Alla Prefettura di Napoli la presentazione con il Ministro Antonio Tajani, il Prefetto Michele Di Bari e Marilù Faraone Mennella. Cultura, diplomazia e imprese al centro di “Napoli Città Mondo”. La Fondazione Mezzogiorno contribuisce al progetto con iniziative capaci di trasformare il patrimonio culturale della città in relazioni, innovazione e opportunità di sviluppo.
È stato presentato oggi, presso la Prefettura di Napoli, il programma 2026 di Neapolis 2500, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, del Prefetto di Napoli e Presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500 Michele Di Bari e di Marilù Faraone Mennella, imprenditrice, componente del Comitato e del board della Fondazione Mezzogiorno. L’incontro è stato dedicato alle iniziative già realizzate e ai prossimi appuntamenti di rilievo internazionale.
Il programma raccoglie l’eredità delle celebrazioni per i 2.500 anni dalla fondazione di Napoli per trasformarla in un progetto rivolto al futuro. È questa la prospettiva di Napoli Città Mondo: mettere in relazione cultura, diplomazia, ricerca e sistema produttivo, facendo della straordinaria storia di Napoli uno strumento per rafforzare la sua presenza nelle reti internazionali e costruire nuove occasioni di cooperazione e sviluppo.
Una visione alla quale la Fondazione Mezzogiorno sta contribuendo direttamente, nella convinzione che il patrimonio culturale di Napoli e del Mezzogiorno non rappresenti soltanto una grande eredità da custodire, ma una risorsa da mettere in movimento. Attraverso il contributo di Marilù Faraone Mennella nel Comitato Neapolis 2500 e la realizzazione di progetti come KYMA – Hub Mediterraneo per l’Industria dei Contenuti, la Fondazione lavora per creare connessioni tra cultura e impresa, istituzioni e innovazione, territorio e reti internazionali. KYMA, promosso e realizzato dalla Fondazione nell’ambito di Napoli Città Mondo, si terrà il 23 e 24 settembre a Palazzo Reale e riunirà i protagonisti dell’editoria, del cinema, dell’audiovisivo, dei media e dell’innovazione.
«La visione indicata dal Ministro fin dall’avvio del progetto si è rivelata lungimirante: cultura, imprese, diplomazia e internazionalizzazione sono stati posti alla base di Neapolis 2500», ha sottolineato Marilù Faraone Mennella. «Abbiamo avuto così la possibilità di sperimentare concretamente un modello nel quale la cultura diventa soft power e strumento di costruzione di relazioni, non soltanto racconto e promozione. I 2.500 anni di storia e la straordinaria profondità culturale di Napoli ci hanno dimostrato sul campo quanto la città sia conosciuta, apprezzata e desiderata nel mondo. Ora l’obiettivo è trasformare questa forza in relazioni durature e opportunità concrete, mettendo in connessione cultura e sistema produttivo e accompagnando la proiezione internazionale delle nostre filiere. È questa la strada sulla quale intendiamo continuare a lavorare insieme al MAECI: partire dall’identità di Napoli per costruire relazioni e generare sviluppo».
Un’impostazione che trova conferma nella volontà espressa oggi dal Ministro Tajani di proseguire il lavoro del Comitato Neapolis 2500 anche nel 2027, in vista di un altro grande appuntamento internazionale per la città, l’America’s Cup. L’obiettivo indicato dal Ministro è utilizzare questa occasione per rafforzare ulteriormente la capacità di Napoli di rappresentare e promuovere l’Italia nel mondo, sostenendo al tempo stesso internazionalizzazione ed esportazioni.
Un programma tra Napoli e il mondo. La visione di Neapolis 2500 prende forma attraverso un articolato programma di iniziative che intreccia cultura, diplomazia, ricerca, impresa e industrie creative. Dopo la missione internazionale in Argentina e Brasile e l’accordo di cooperazione tra il Teatro di San Carlo e il Teatro Colón di Buenos Aires, il calendario proseguirà il 23 e 24 settembre con KYMA – Hub Mediterraneo per l’Industria dei Contenuti, promosso dalla Fondazione Mezzogiorno a Palazzo Reale. Nei mesi successivi Napoli ospiterà appuntamenti legati alla rete scientifica e diplomatica del MAECI e, dal 19 al 21 novembre, i Dialoghi Mediterranei; il programma si svilupperà parallelamente all’estero attraverso missioni, progetti culturali e iniziative di internazionalizzazione, fino alla partecipazione alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara. Un insieme di progetti diversi ma complementari, accomunati dall’obiettivo di mettere i 2.500 anni di storia di Napoli in relazione con il mondo contemporaneo e di trasformare la sua straordinaria eredità culturale in nuove reti internazionali e opportunità di sviluppo.
Il filo conduttore è trasformare la celebrazione dei 2.500 anni in un lascito permanente: relazioni, filiere, progetti e strumenti capaci di continuare a produrre valore oltre la ricorrenza.
È anche in questa prospettiva che si inserisce l’impegno della Fondazione Mezzogiorno: contribuire a restituire a Napoli e al Mezzogiorno una dimensione pienamente internazionale, facendo dialogare la profondità della loro storia con le energie dell’impresa, della creatività e dell’innovazione contemporanee. Non soltanto raccontare Napoli nel mondo, dunque, ma utilizzare la forza della sua cultura per costruire nuove relazioni con il mondo.
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