«Incanto e sorpresa, Napoli può andare oltre Napoli». È il titolo dell’intervento di Sebastiano Maffettone, filosofo e curatore del volume Napoli oltre Napoli, pubblicato oggi, 13 settembre, sul Sole 24 Ore – Domenica.
Maffettone ripercorre il filo conduttore del progetto editoriale promosso dalla Fondazione Mezzogiorno, in collaborazione con il Gruppo Mezzogiorno dei Cavalieri del Lavoro e l’Unione Industriali Napoli, nell’ambito delle iniziative del Comitato Nazionale Neapolis 2500, e pubblicato da Treccani.
Al centro della riflessione c’è una domanda che attraversa l’intero volume: quale ruolo può svolgere oggi una città con 2.500 anni di storia, dopo essere stata per secoli luogo di incontro tra culture, civiltà, saperi e poteri differenti?
Per Maffettone, comprendere Napoli significa innanzitutto riconoscerne la natura di città-mondo. Una città che, attraverso dominazioni e influenze diverse, ha sviluppato una particolare capacità di assorbire esperienze differenti senza perdere la propria identità. Una caratteristica che l’autore sintetizza attraverso il concetto di “attitudine all’accoglienza e all’elaborazione della diversità”, individuandovi uno dei tratti distintivi della storia napoletana.
Napoli, il Mediterraneo e il “Medio Occidente”
La prospettiva proposta nell’articolo supera però la dimensione puramente storica. La posizione geografica e culturale di Napoli, osserva Maffettone, ne fa al tempo stesso una città profondamente europea e una delle grandi capitali mediterranee: «la punta avanzata del continente e della sua civiltà verso Sud».
È da questa duplice appartenenza che nasce l’idea del “Medio Occidente”: uno spazio culturale nel quale Napoli può svolgere una funzione di raccordo tra l’Europa e quel “Sud globale” che rivendica oggi un ruolo crescente negli equilibri economici, politici e culturali internazionali.
Una posizione particolarmente significativa in una fase nella quale l’Europa è chiamata a ridefinire il proprio ruolo nel mondo. Per Maffettone, Napoli può offrire un contributo proprio perché la sua storia dimostra come identità e apertura non siano termini contrapposti: il dialogo con culture differenti diventa più forte quando nasce dalla consapevolezza delle proprie radici.
Dalla storia al futuro: il senso di Napoli oltre Napoli
È questa anche la prospettiva che ha guidato la Fondazione Mezzogiorno, presieduta da Antonio D’Amato, nella promozione di Napoli oltre Napoli: non celebrare semplicemente i 2.500 anni della città, ma utilizzare la conoscenza del passato come strumento per interrogarsi sul futuro.
Il volume, ricorda lo stesso Sole 24 Ore, raccoglie 25 contributi che attraversano economia, arti visive, storia, diritto, antropologia, filosofia, letteratura, teatro e cinema. La prefazione è di Antonio D’Amato, mentre Maffettone ne ha curato l’introduzione e il progetto editoriale. Pubblicato da Treccani in italiano, inglese e spagnolo, il libro è stato realizzato nell’ambito del Comitato Nazionale Neapolis 2500, presieduto dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per favorirne la diffusione internazionale.
La riflessione rilanciata oggi dal Sole 24 Ore restituisce così il significato più profondo del progetto: andare “oltre Napoli” significa partire dalla sua storia per proiettarla nel mondo, facendo della cultura uno strumento di relazioni internazionali, dialogo tra civiltà e sviluppo.
È la stessa visione che orienta l’impegno della Fondazione Mezzogiorno nell’ambito di Neapolis 2500: valorizzare il patrimonio culturale e civile di Napoli e del Mezzogiorno non come memoria da conservare, ma come risorsa capace di rafforzare il ruolo internazionale della città, contribuendo alla presenza dell’Italia nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo.




