Presentazione di Antonio D’Amato
Ceo Seda International Packaging Group e Presidente Fondazione Mezzogiorno
Questo libro si inserisce nell’attività di studio e di riflessione promossa dalla Fondazione Mezzogiorno sui temi del regionalismo differenziato e della ridefinizione delle competenze tra Stato e Regioni. L’obiettivo è contribuire a superare una discussione spesso condizionata da dinamiche contingenti e conflittuali, proponendo invece una riflessione organica e di sistema.
Da tempo la Fondazione è impegnata nella produzione di contenuti tecnico-scientifici e di proposta istituzionale sull’assetto dei rapporti tra Stato e autonomie territoriali. Si tratta di questioni centrali non solo sul piano giuridico e amministrativo, ma anche rispetto alla capacità del Paese di garantire crescita equilibrata, qualità dei servizi pubblici, uguaglianza delle opportunità e competitività del sistema economico nazionale.
Non si può ignorare che l’attuale configurazione dei rapporti tra Stato e autonomie territoriali continui a risentire delle criticità emerse con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Una riforma che, nel tempo, ha contribuito ad accentuare sovrapposizioni di competenze, conflitti istituzionali e incertezze decisionali. L’ampliamento delle materie concorrenti e la moltiplicazione dei livelli decisionali hanno spesso determinato un incremento del contenzioso amministrativo e costituzionale, con effetti negativi sull’efficienza delle politiche pubbliche e sulla capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo ed efficace sulle grandi questioni strategiche del Paese.
Oggi, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche, industriali e tecnologiche, emerge invece l’esigenza di rafforzare la capacità strategica delle istituzioni pubbliche, assicurando al tempo stesso autonomie territoriali efficienti, responsabili e coerenti con gli obiettivi di coesione nazionale ed europea. Le sfide legate alla competitività, alle infrastrutture, all’energia, alla transizione tecnologica e al capitale umano richiedono infatti politiche coordinate e una governance multilivello capace di evitare frammentazioni e disallineamenti.
In questo quadro, il tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non può essere ridotto a terreno di contrapposizione tra territori. Esso rappresenta piuttosto uno snodo decisivo per definire concretamente il livello dei diritti di cittadinanza che lo Stato è chiamato a garantire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.
La storia recente ha dimostrato che un approccio centrato sulla sola determinazione dei LEP rimane inefficace se non si accompagna a un più compiuto riordino dei rapporti tra Stato, Regioni ed enti territoriali, capace di chiarire funzioni, responsabilità, risorse e strumenti di coordinamento. È quindi necessario affrontare il tema dentro una prospettiva metodologica e istituzionale più ampia, orientata a rafforzare coordinamento, perequazione e capacità amministrativa.
Il lavoro di Sergio Beraldo parte da questa consapevolezza, proponendo un modello teorico unitario che riconduce la determinazione dei LEP a quattro criteri fondamentali: tutela del nucleo essenziale del diritto, uguaglianza sostanziale, potenziamento della persona e sostenibilità finanziaria.
In questa prospettiva, la Fondazione Mezzogiorno intende sviluppare un confronto fondato su rigore scientifico, visione istituzionale e responsabilità nazionale, nella convinzione che il rafforzamento della coesione territoriale rappresenti una condizione essenziale per la crescita e la competitività dell’intera Italia.
Le tesi principali del volume
I LEP devono essere definiti a partire dai diritti, non dalle prestazioni
La tesi centrale del volume consiste nel rovesciamento dell’impostazione adottata finora nel dibattito pubblico. Secondo Beraldo, i LEP non possono essere determinati partendo dall’inventario delle prestazioni amministrative esistenti, ma devono essere definiti a partire dai diritti costituzionalmente garantiti che tali prestazioni rendono effettivi.
L’autore critica l’approccio seguito dal CLEP (Comitato tecnico scientifico per i LEP), accusato di non aver definito preliminarmente una nozione rigorosa di LEP e di aver lasciato al decisore politico una discrezionalità eccessiva.
I LEP hanno natura costituzionale e non meramente amministrativa
Il volume sostiene che la determinazione dei LEP costituisce un vincolo costituzionale forte derivante dagli articoli 2, 3 e 117 della Costituzione.
La funzione dei LEP non coincide con la sola uniformità delle prestazioni, ma riguarda la garanzia sostanziale dei diritti civili e sociali e il pieno sviluppo della persona.
Secondo Beraldo:
- i LEP devono garantire il “nucleo minimo” dei diritti;
- devono assicurare uguaglianza sostanziale tra i cittadini;
- devono tendere al progressivo ampliamento dello spazio dei diritti.
Critica alla distinzione tra materie LEP e non-LEP
Uno dei nuclei più critici del volume riguarda la distinzione introdotta dalla legge n. 86/2024 tra materie “LEP” e “non-LEP”.
Secondo l’autore:
- la distinzione non ha fondamento razionale;
- anche nelle materie formalmente non-LEP possono esistere funzioni incidenti sui diritti civili e sociali;
- pertanto, anche tali funzioni richiedono una previa determinazione dei LEP.
Il volume richiama in questo senso la sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, che ha escluso la possibilità di trasferire funzioni senza un’adeguata analisi preventiva e senza la definizione dei LEP ove siano coinvolti diritti costituzionali.
Critica all’idea di LEP “non quantificabili”
Beraldo contesta inoltre l’idea, emersa nel dibattito tecnico, secondo cui esisterebbero LEP “non quantificabili”.
Secondo l’autore:
- se un diritto è garantito attraverso prestazioni, tali prestazioni hanno necessariamente un costo;
- la difficoltà tecnica di stima non può essere confusa con una impossibilità logica di quantificazione.
Da ciò deriva la necessità di integrare:
- scienza giuridica;
- analisi economica;
- valutazione quantitativa;
nella definizione dei LEP.
Proposta di uno schema concettuale unitario per i LEP
Il volume propone un modello teorico unitario per la determinazione dei LEP fondato su quattro criteri:
- garanzia del nucleo essenziale del diritto;
- uguaglianza sostanziale;
- potenziamento della persona;
- sostenibilità finanziaria.
In questa prospettiva i LEP vengono interpretati come:
- strumenti di garanzia costituzionale;
- leve di perequazione territoriale;
- meccanismi di espansione concreta delle opportunità di cittadinanza.






