Presentato al Teatro di San Carlo il volume “Napoli oltre Napoli”, promosso dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 e realizzato dalla Fondazione Mezzogiorno. Edita da Treccani, l’opera restituisce il ruolo storico di Napoli come luogo di elaborazione culturale, scientifica, artistica, economica e civile, capace di influenzare l’Europa e il Mediterraneo lungo l’arco dei suoi 2.500 anni.
Antonio D’Amato: “Napoli è molto più del folklore. È ricerca, università, impresa, tecnologia, cultura e innovazione. Da qui può ripartire la competitività del Paese. Il volume è un manifesto per il futuro della città e dell’Europa”
Napoli, 6 luglio 2026 – Trasformare i 2.500 anni di storia di Napoli in un progetto per il futuro. È questo il messaggio emerso dalla presentazione del volume “Napoli oltre Napoli”, pubblicato da Treccani e promosso dal Comitato Nazionale Neapolis 2500, che si è svolta lunedì 6 luglio nello scenario del Teatro di San Carlo.
L’iniziativa, alla presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, del sistema universitario, del mondo della cultura, dell’impresa, delle professioni e della società civile, ha rappresentato uno degli appuntamenti centrali del programma Neapolis 2500. Ideato da Antonio D’Amato, presidente della Fondazione Mezzogiorno e Ceo di Seda International Packaging Group, e curato da Sebastiano Maffettone, filosofo e direttore del Centro Studi Ethos (Luiss), il volume raccoglie i contributi di autorevoli studiosi provenienti da discipline diverse (vedi indice e prefazione) – dalla filosofia all’economia, dal diritto alla medicina, dalla musica all’arte, dalla storia alla tecnologia – accomunati dall’obiettivo di individuare il filo che attraversa i 2.500 anni della città e raccontarne il contributo alla costruzione della civiltà europea e occidentale.
La Fondazione Mezzogiorno, costituita da imprese e da associazioni di rappresentanza imprenditoriale, ha concepito e curato la realizzazione di quest’opera che fa parte di un insieme di progetti promossi con Unione Industriali Napoli e il Gruppo Mezzogiorno dei Cavalieri del Lavoro nell’ambito delle iniziative del Comitato Nazionale Neapolis 2500.
La missione del Comitato Neapolis 2500, istituito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura, è quella di realizzare attività ed eventi per celebrarela storia e la cultura millenaria di Napoli e il suo valore come centro ispiratore per l’Italia e per il mondo, lungo quattro assi fondamentali: cultura, impresa, diplomazia e internazionalizzazione.
L’incontro è stato aperto dai saluti del Soprintendente del Teatro di San Carlo, Fulvio Macciardi, ed è proseguito con gli interventi del Prefetto di Napoli e Presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500, Michele di Bari, di Antonio D’Amato e Sebastiano Maffettone.
Nel suo intervento, il Prefetto Michele di Bari ha sottolineato come Napoli oltre Napoli rappresenti una delle iniziative simbolo del programma nazionale dedicato ai 2.500 anni della città, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo della cultura e sistema produttivo nel costruire un’eredità destinata a proiettarsi ben oltre l’anno celebrativo. Il Prefetto ha annunciato le future iniziative in programma di Napoli 2550, tra cui la missione istituzionale e imprenditoriale nei Paesi del Mercosur, con tappe in Brasile, Argentina e Messico, il forum KYMA dedicato alle industrie culturali e creative, gli incontri con la rete degli Addetti Scientifici del MAECI su innovazione e ricerca, la partecipazione ai MED Dialogues e una serie di missioni negli Stati Uniti, con appuntamenti a Houston, Seattle e New York per rafforzare i rapporti con istituzioni, imprese e investitori internazionali.






D’AMATO: SUPERARE GLI STEREOTIPI. CLASSI DIRIGENTI CHIAMATE A PROGETTARE IL FUTURO
Al centro dell’intervento di Antonio D’Amato è stata la necessità di costruire una narrazione nuova di Napoli, capace di superare gli stereotipi e di restituire la complessità e la ricchezza della sua storia. “Questo libro nasce anche con l’ambizione di raccontare nel mondo la parte più nobile, colta e innovativa della città. Non per negare il folklore, che rappresenta comunque una componente della nostra identità, ma per affermare che Napoli è molto di più. Napoli è ricerca, università, impresa, tecnologia, cultura, innovazione.
D’Amato ha spiegato come il volume non sia una semplice raccolta di saggi, ma un progetto culturale che individua il filo rosso che lega venticinque secoli di storia della città e il contributo che Napoli ha saputo offrire alla formazione della cultura europea e mediterranea. Ma Napoli oltre Napoli vuole essere anche qualcosa di più di un’opera editoriale. “Questo volume vuole essere uno strumento di riflessione rivolto anzitutto alle nostre classi dirigenti. Serve a ricordarci ciò che siamo stati, ciò che abbiamo saputo costruire e, soprattutto, ciò che oggi abbiamo la responsabilità di progettare per il futuro.”
Il Presidente della Fondazione Mezzogiorno ha inserito questa riflessione nel contesto delle profonde trasformazioni geopolitiche ed economiche che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali. “Viviamo una fase storica estremamente delicata. Il mondo è entrato in una nuova competizione economica globale. Assistiamo alla crescita di nuove grandi potenze, mentre gli equilibri internazionali diventano sempre più instabili. Anche le istituzioni sovranazionali mostrano segni di difficoltà. L’Europa fatica a decidere, fatica a governare, fatica a esprimere una visione comune proprio mentre Stati Uniti, Cina e India competono con crescente determinazione sui grandi temi industriali, tecnologici ed economici.“
Secondo D’Amato, proprio questo scenario rende indispensabile una nuova strategia di sviluppo che valorizzi il potenziale ancora inespresso del Mezzogiorno.
“L’Italia deve affrontare una sfida decisiva. Per mettere in sicurezza i conti pubblici e sostenere il proprio modello sociale è indispensabile aumentare significativamente il tasso di occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno. Oggi il principale serbatoio di energie inutilizzate del Paese è proprio il Sud. La risposta alla sfida della competitività nazionale non può che partire da qui. Deve partire da Napoli.”
Il Presidente della Fondazione Mezzogiorno ha quindi evidenziato il significato più profondo del progetto Neapolis 2500 e del volume. “Questo libro non serve soltanto a offrire al mondo un’immagine diversa della città, libera dagli stereotipi della cartolina e del folklore. Serve soprattutto a ricordare a noi stessi chi siamo. Non possiamo vivere soltanto del nostro passato. Saremo ciò che sapremo costruire oggi e domani. La storia rappresenta un’eredità straordinaria, ma diventa davvero utile soltanto se si trasforma in responsabilità verso il futuro.”
Un passaggio significativo dell’intervento è stato dedicato al tema della tolleranza come tratto distintivo della storia di Napoli. Per D’Amato, la città è stata nei secoli uno straordinario laboratorio di incontro tra popoli, religioni e culture diverse. Da questa esperienza sono nate resilienza, capacità di dialogo e apertura. Ma la tolleranza, ha osservato, non può mai trasformarsi in indifferenza.
“Il vero pericolo non è la tolleranza, ma l’indifferenza. Se sapremo conservare la capacità di indignarci di fronte ai problemi, ma anche quella di riconoscere i nostri punti di forza e di costruire su di essi una nuova stagione di sviluppo, allora Napoli possiede tutte le risorse per tornare protagonista. La sfida riguarda innanzitutto le nostre classi dirigenti.”
MAFFETTONE: RIPENSIAMOCI COME MEDIO-OCCIDENTE
Secondo Sebastiano Maffettone il principale valore del libro consiste proprio nell’offrire un’immagine di Napoli nella sua complessità, evitando ogni semplificazione. “Napoli non può essere ridotta a una sola dimensione. È una città attraversata da tradizioni culturali differenti che convivono e dialogano tra loro, rendendola un laboratorio unico della civiltà europea“.
Richiamando le figure di Gaetano Filangieri e Giambattista Vico, Maffettone ha evidenziato come la storia della città sia stata caratterizzata dall’incontro tra la fiducia illuministica nella ragione e la capacità di interrogarsi criticamente sui limiti della modernità. Una riflessione che assume oggi un particolare significato in un contesto internazionale segnato da profondi cambiamenti geopolitici.
Per questo Maffettone ha definito Napoli “la città più occidentale del Sud del mondo e la città più meridionale dell’Occidente“, proponendo l’idea del “Proche-Occident” come chiave interpretativa del ruolo che la città può svolgere nel dialogo tra Europa e Mediterraneo.
Secondo il curatore del volume, l’apertura verso altre culture non può prescindere dalla consapevolezza della propria identità. “Si dialoga davvero con gli altri solo quando si conoscono le proprie radici. La forza di Napoli è proprio questa: essere storicamente un luogo di incontro tra culture diverse senza avere mai smarrito la propria identità“.
Maffettone ha infine espresso apprezzamento per il percorso internazionale previsto nell’ambito del progetto Neapolis 2500, sottolineando come la presentazione del volume nelle principali capitali del mondo rappresenti un’importante occasione di diplomazia culturale e di valorizzazione del ruolo storico di Napoli quale ponte tra Europa e Mediterraneo.
TOUR MONDIALE PER “NAPOLI OLTRE NAPOLI”
Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato che “Napoli oltre Napoli” sarà al centro di un percorso di presentazioni internazionali promosso nell’ambito delle iniziative di diplomazia culturale del progetto Neapolis 2500, con l’obiettivo di raccontare, nelle principali capitali del mondo, il contributo storico e contemporaneo di Napoli alla cultura, all’innovazione, all’impresa e al dialogo tra Europa e Mediterraneo.
La serata si è conclusa con un omaggio alla grande tradizione della canzone classica napoletana interpretato da artisti del Teatro di San Carlo, a testimonianza di una città che continua a coniugare memoria e innovazione, identità e apertura internazionale.

Napoli oltre Napoli
Autori e indice del volume
- Antonio D’Amato, Prefazione
- Sebastiano Maffettone, Introduzione
- Alessandra Allocca e Marco Pagano, L’eccellenza scientifica a Napoli
- Giuliana Bruno, Immagini di città: in viaggio tra Napoli e New York
- Valerio Caprara, Napoli città del cinema
- Lucio D’Alessandro, Le università
- Stefano De Caro, Antichità, con contributi di Alfonso Mele, Renata Cantilena, Elena Miranda De Martino, Carlo Ebanista e Giovanni Vitolo
- Luca De Fusco, La riforma di Eduardo
- Dinko Fabris, Quando Napoli era capitale europea della musica: un’eccellenza durata quattro secoli
- Emma Giammattei, «Eikònes». La città e l’immaginario. Topografie della letteratura
- Sebastiano Maffettone, Napoli oltre Napoli, capitale del Proche-Occident: una prospettiva filosofica
- Luigi Mascilli Migliorini, Città nel mondo, città mondo
- Marino Niola, Antropologia di una città mondo. Napoli tra ieri, oggi e domani
- Filippo Patroni Griffi, Napoli oltre Napoli nel diritto
- Andrea Ramazzotti, Per una storia economica di Napoli “oltre Napoli”
- Marco Salvatore, La scuola medica napoletana
- Federico Scarano, Diplomatici napoletani al servizio dello Stato
- Pasquale Scialò, Arcipelago della canzone
- Bruno Siciliano, Napoli fra tradizione e innovazione: il nuovo umanesimo tecnologico
- Nicola Spinosa, Le arti a Napoli dal Duecento al Settecento
- Isabella Valente, Arte e imprenditoria. Il ruolo del mecenatismo nelle arti visive napoletane dalla Restaurazione alla fine del secolo decimonono
- Andrea Viliani, Napoli 2500 anni (circa) di contemporaneità
PREFAZIONE E INTRODUZIONE DEL VOLUME





