Napoli ha lanciato il Manifesto della Cultura d’Impresa, un documento che raccoglie dodici principi e valori destinati a orientare le aziende nel loro ruolo economico e sociale. L’iniziativa – promossa dall’Unione Industriali di Napoli e presentata dal presidente Costanzo Jannotti Pecci insieme a Marilù Faraone Mennella, presidente della Sezione Industria Culturale e Creativa e componente del Board della Fondazione Mezzogiorno – si inserisce nel quadro delle celebrazioni dei 2500 anni della città e contribuisce a definire la visione di una Napoli Capitale del Mediterraneo e laboratorio nazionale di cultura d’impresa.
Il Manifesto nasce da un lavoro coordinato dal giornalista Alberto Orioli, che ha guidato un gruppo composto da imprenditori e accademici con l’obiettivo di delineare un riferimento culturale e operativo per chi fa impresa oggi. Come evidenziato dalla stampa nazionale, il progetto offre una risposta concreta alla necessità di superare narrazioni distorte sul mondo produttivo e di valorizzare l’impatto sociale dell’impresa sul territorio .
Impresa e territorio: un patto per generare capitale sociale
La presentazione del Manifesto ha posto al centro una verità oggi essenziale, confermata anche dagli studi più recenti sulla competitività del sistema-Italia: quando la cultura d’impresa si radica nel territorio, migliora la qualità istituzionale, si genera capitale sociale e si rafforza lo sviluppo economico. L’impresa, infatti, non è solo luogo di produzione, ma attore di coesione e innovazione.
Marilù Faraone Mennella ha sottolineato come il Manifesto rappresenti un lascito per le nuove generazioni, una guida in un tempo segnato dall’incertezza, dall’accelerazione tecnologica e da sfide globali sempre più complesse. Il fatto che il Manifesto sia stato lanciato proprio nel 2025, anno simbolico per i 2500 anni di Napoli, assume un significato particolare. La città si conferma nodo strategico nel Mediterraneo – un Mediterraneo tornato centrale nelle dinamiche economiche, geopolitiche e industriali – e allo stesso tempo parte integrante della cultura europea.
La rilettura della storia di Napoli diventa così elemento di identità e visione, perfettamente coerente con gli obiettivi di Neapolis 2500, il progetto strategico promosso anche dalla Fondazione Mezzogiorno per trasformare un anniversario in una piattaforma di sviluppo e innovazione .
Il ruolo della Fondazione Mezzogiorno
La Fondazione Mezzogiorno, impegnata da anni nella promozione di una nuova cultura dello sviluppo capace di coniugare crescita economica, coesione sociale e competitività europea, riconosce nel Manifesto un tassello importante nella costruzione di un ecosistema imprenditoriale moderno, inclusivo e responsabile.
In questo senso, il Manifesto della Cultura d’Impresa rappresenta un contributo prezioso e pienamente allineato alla missione della Fondazione: costruire una visione condivisa di sviluppo che metta al centro responsabilità, innovazione, sostenibilità e merito.
Un invito al Paese: superare la logica del conflitto e tornare a crescere
Il Manifesto invita il sistema produttivo a un cambio di passo:
- superare la logica del conflitto e della contrapposizione ideologica;
- valorizzare l’etica del lavoro, della creatività e della competenza;
- rendere la transizione digitale e quella ecologica occasioni concrete di sviluppo;
- promuovere un uso responsabile delle tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale;
- contribuire alla crescita del territorio attraverso visione e responsabilità sociale.
Con il Manifesto della Cultura d’Impresa, Napoli e il suo sistema produttivo lanciano un messaggio chiaro: la crescita economica del Paese passa da una nuova cultura dell’impresa, capace di coniugare innovazione e sostenibilità, radicamento territoriale e apertura internazionale, responsabilità sociale e competitività.








